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L'iniziativa leghista per la "13a" AVS
Una proposta sostenibile
di Giuseppe Sergi
Non ci metteremo certo a raccogliere attivamente firme per l'iniziativa lanciata qualche settimana fa dalla Lega dei Ticinesi con la quale si propone di introdurre un contributo cantonale a favore dei beneficiari di rendite AVS (vedi riquadro per quel che riguarda le proposte dell'iniziativa). La Lega ha fatto la proposta, ha lanciato l'iniziativa, spetta a lei, prima di tutti, garantirne la riuscita. Ma è pure evidente che una simile proposta, per criticabile essa possa essere su qualcuno dei suoi aspetti, va sostenuta dal punto di vista politico generale: si tratta di una delle rare proposte tese a sostenere in qualche modo i redditi di quelle decine di migliaia di persone che beneficiano di prestazioni complementari in Ticino (sono poco più di 20'000) e che hanno visto, non vi sono dubbi, il loro reddito declinare negli ultimi anni.
13a AVS, una vecchia proposta sindacale
Si tratta, lo hanno sottolineato in molti, di una "vecchia" proposta sindacale. A darle lustro e visibilità era stata un’intensa campagna della "commissione anziani" della Camera del Lavoro (il nome con il quale era conosciuto fino a qualche anno fa in Ticino il cartello cantonale della Unione Sindacale Svizzera - USS). Fu soprattutto su impulso di Antonio Maspoli (allora presidente di quella commissione) che questa proposta ebbe una certo eco sulla stampa e nell'ambito degli organismi sindacali. Certo, quella proposta era in parte diversa da quella leghista. Chiedeva che fossero le rendite AVS ad essere aumentate di un dodicesimo, nell'ambito della revisione della stessa AVS e delle assicurazioni ad essa legate; aveva, pure, una prospettiva nazionale e voleva agire soprattutto in quell'ambito. Ma detto delle differenze tra quella proposta e la proposta leghista, va pure aggiunto che le ragioni e la sostanza della proposta appaiono assai simili.
Rendite insufficienti
Il problema di fondo è chiaro ormai a tutti. Le rendite (cumulate del primo e secondo pilastro) sono di fatto insufficienti a garantire un livello di vita dignitoso. Lo provano il ruolo delle prestazioni complementari, ancora estremamente importanti (come detto sono poco più di 20'000 i beneficiari di queste prestazioni in Ticino). È il problema fondamentale con il quale saremo confrontati sempre di più in futuro, anche perché le ultime revisioni di AVS e LPP (al di là del riuscito "contenimento" grazie al referendum vittorioso dello scorso 7 marzo) hanno costantemente e deliberatamente peggiorato il potere d'acquisto delle rendite (a tal punto che il presidente dell'USS, Paul Rechsteiner, aveva chiesto inutilmente, con un atto parlamentare, che le rendite AVS fossero straordinariamente adeguate al rincaro già al 1° gennaio 2010 anziché al 2011 come previsto dalla legge). La proposta contenuta nell’iniziativa leghista non corrisponde ad altro che ad un aumento, è vero attraverso un contributo esterno e non interno alla stessa AVS, di un dodicesimo (cioè di poco più dell'8%) della rendita complessiva annuale dei beneficiari di AVS che hanno diritto alle prestazioni complementari.
Critiche e pretesti
Se alcune critiche all'iniziativa leghista possono essere ammesse, altre sono poco più che imbarazzati pretesti. Tra i punti deboli dell'iniziativa va sicuramente annoverato il fatto che vengono tagliati fuori da questo versamento i beneficiari di rendite AI. Come per l'AVS anche per molti detentori di rendite AI il problema di un’insufficienza di reddito, persino con l’aiuto delle prestazioni complementari, appare evidente. Tra quella pretestuose va sicuramente segnalata quella di coloro che sostengono che si tratterebbe di un sussidio a innaffiatoio, nella misura in cui aiuta anche pensionati che non hanno bisogno. Una critica, come detto, inaccettabile, nella misura in cui di fatto l'intervento si rivolge a tutti i beneficiari di prestazioni complementari, individuando quindi un gruppo tutto sommato omogeneo sul quale intervenire.
Il populismo leghista
Non vi sono dubbi che l'iniziativa della Lega abbia una dimensione elettorale e per certi aspetti populista. Ma questo non può impedire un'analisi oggettiva del contenuto della stessa che va giudicata (nell'ambito di un eventuale sostegno in sede di votazione) sulla base dei contenuti proposti. Che possono essere, forse, insufficienti, ma non sicuramente inaccettabili. Che poi questa iniziativa sia in contraddizione con quanto la Lega va predicando è tema di dibattito e di critica politica da condurre nei confronti della Lega, non certo coinvolgendo il contenuto della sua iniziativa. E su questo piano fa un po' sorridere (forse non se ne sono accorti…) che sicuramente a beneficiare di questa iniziativa (se dovesse concretizzarsi) saranno soprattutto famiglie di lavoratori immigrati pensionati che, per ragioni particolari (attività in settori poco remunerati, deboli prestazioni del 2° pilastro) si trovano a disporre di un reddito pensionistico limitato. I "nos vecc", espressione propagandistico-identitaria lanciata dalla Lega per indicare i beneficiari di quest iniziativa, difficilmente possono essere identificati principalmente con pensionati “ticinesi”. Ed è pure chiaro che una proposta di questo tipo, in palese contraddizione con le proposte di tagli e risparmi nella spesa pubblica avanzate a più riprese dalla Lega, mostra perlomeno una confusione ed una demagogia inaccettabili. Ma, come detto, questo giudizio lo si deve esprimere su di un piano politico, non su quello del merito delle proposte. Anzi, è proprio dimenticando questa sostanziale differenza, che si permetterà alla Lega di continuerà a captare il malcontento dei salariati. Come è avvenuto, ad esempio, sul tema della libera circolazione. Meditino su questo punto le forze social-liberali che non esitano ad applicare criteri di giudizio diversi quando a formulare proposte sono partiti che, su molti aspetti di fondo sia a livello nazionale che cantonale - a cominciare dal PLR - non sono molto lontani dalle posizioni leghiste o da quelle dell'UDC.
Che cosa chiede l'iniziativa ?
Lo slogan attraverso il quale l'iniziativa viene presentata (13a AVS) riassume il contenuto dell'iniziativa che chiede in particolare : - un versamento di 1'200 franchi annui per chi beneficia di una rendita individuale - un versamento di 1'700 franchi annui per chi beneficia di un rendita per coniugi Si tratta di importi che vanno di fatto ad aumentare di un'ulteriore mensilità la rendita minima individuale completa (Fr. 1'140 mensili). Esso verrebbe versato a tutti i cittadini e le cittadine (indipendentemente dalla loro nazionalità) a condizione che: - siano domiciliati in Ticino da 12 anni - abbiano reddito e sostanza mobiliare inferiori o equivalenti a quelli riconosciuti dalla PC - abbiano una sostanza immobiliare non superiore ai 150'000 franchi. Le spese per questo contributo sarebbero a carico per metà del cantone, per metà dei comuni.
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