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Contro la dittatura dei creditori

Sosteniamo la resistenza del popolo greco

Il testo che segue è una presa di posizione ufficiale del CADTM (Comitato per l’annullamento del debito del Terzo Mondo) pubblicata il 4 maggio. Esso permette di avere un punto di vista complessivo sia sul piano di austerità varato, sia sul problema del debito. (Red)

Il nuovo piano di austerità annunciato domenica 2 maggio è una vera catastrofe per la popolazione greca, per i salariati sia del settore privato che di quello pubblico, per i pensionati e per i senza lavoro.

- blocco dei salari e delle pensioni dei funzionari pubblici per 5 anni;
- soppressione dell'equivalente di due mesi di salario per i funzionari;
- diminuzione dell'8% delle loro indennità, già ridotte del 12% dal precedente piano di austerità del governo diretto dal PASOK;
- il tasso principale dell’IVA, dopo essere già passato dal 19 al 21%, raggiunge il 23% (anche gli altri tassi aumentano (dal 5 al 5,5% e dal 10 al 11%);
- le tasse sui carburanti, l'alcol e il tabacco aumenteranno del 10% per la 2a volta in 1 mese;
- il pensionamento anticipato (per i lavori usuranti) non sarà più possibile prima dei 60 anni;
- l'età legale per il pensionamento delle donne salirà dai 60 ai 65 anni entro il 2013;
- per gli uomini, dipenderà dalla speranza di vita;
- ci vorranno 40 anni di lavoro (e non più 37, al di fuori dei periodi di studio e di disoccupazione) per avere una pensione a tasso pieno;
- questa pensione verrà calcolata non più in base all'ultimo salario ma secondo il salario medio della totalità degli anni lavorativi (il che equivarrà ad una diminuzione netta della pensione tra il 45 e il 60%);
- lo Stato ridurrà le sue spese di funzionamento (salute, educazione) di 1,5 miliardi di euro;
- anche gli investimenti pubblici verranno ridotti di 1,5 miliardi di euro;
- viene creato un nuovo salario minimo per i giovani e i disoccupati di lunga data (l'equivalente del CPE rifiutato in Francia dai giovani e dai sindacati).

Una pacchia per i mercati finanziari e il capitale!

- I trasporti, l'energia ed alcune professioni statali verranno liberalizzati e aperti al privato (privatizzazioni);
- Il settore finanziario (in particolare le banche) beneficeranno di fondi di aiuto creati con la collaborazione dell’FMI e dell'UE;
- la flessibilità del lavoro verrà rafforzata;
- i licenziamenti verranno agevolati;
- l'economia greca viene messa sotto il controllo del FMI.

La Grecia, restando nella zona euro, non potrà svalutare la sua moneta, né speculare sui tassi di interesse. Anche il debito non potrà essere ristrutturato, gli istituti finanziari europei ne detengono i 2/3. Le stesse banche continueranno a prendere in prestito dalla Banca Centrale Europea (BCE) a un tasso del 1% per prestare agli Stati (aggiungendo remunerazioni).
Quale contropartita a queste misure, i paesi della zona euro presteranno alla Grecia aiuti individuali da 100 a 135 miliardi di Euro su 3 anni, a un tasso del 5% (45 miliardi quest'anno). Gli Stati ricchi e le banche si arricchiranno dunque a scapito del popolo greco.
Christine Lagarde, ministro francese delle finanze, prevede un guadagno di 150 milioni di Euro l'anno. Agendo in questo modo, accresceranno il debito pubblico per permettere allo Stato greco di pagare i suoi creditori dediti alla speculazione!

La crisi greca è la chiara dimostrazione della tripla pericolosità del FMI, dell'UE e dei mercati finanziari.

L'FMI, criticato a giusto titolo per i suoi famigerati "piani di aggiustamento strutturale" catastrofici, si rifà dunque vivo nella zona euro, dopo aver sfruttato molti ex paesi dell'Est negli ultimi due anni. Oggi utilizza gli stessi procedimenti adottati ieri e con gli stessi fruitori: i mercati finanziari e le transnazionali. Oggi come ieri, la sua vera natura è chiaramente quella di pompiere piromane.
Di pari passo l'UE e la sua Commissione hanno riaffermato i loro paradigmi al servizio della "concorrenza libera e leale". La Banca Centrale Europea non è al servizio delle popolazioni d'Europa ma unicamente a quello delle banche e degli istituti finanziari. I mercati finanziari, dopo aver provocato e ampliato la crisi greca, anche attraverso l’azione delle agenzie di valutazione remunerate dalle grandi banche americane, vogliono trarre profitti ancora maggiori dalle loro strategie speculative. Il governo PASOK, l'Unione Europea e il FMI offrono loro l'ennesima buona occasione.

Le multinazionali dell'industria del commercio e dei servizi stanno dietro l'industria finanziaria

Se, giustamente, accusiamo i fondi speculativi, le agenzie di valutazione e l'industria finanziaria, non perdiamo di vista il fatto che essi sono l'albero che nasconde la foresta! Questa speculazione senza limiti che strangola le popolazioni povere è stata resa possibile per due ragioni principali:
- il susseguirsi dei processi di deregolamentazioni dei mercati finanziari a partire dagli anni '80;
- le scelte volontarie e coscienti del grande padronato di orientare i loro nuovi profitti verso speculazione piuttosto che verso la produzione e l'impiego. Questa accumulazione di nuovi profitti ha origine nella nuova ripartizione delle ricchezze a beneficio dei profitti e a scapito della parte destinata ai salari. Questa parte è diminuita di circa il 10% di PIL in 25 anni, mediamente in tutti i paesi sviluppati.
Questo orientamento economico, portato avanti dall'ideologia neo liberale è la causa principale della crisi economica e finanziaria che conosciamo oggi.
I vari governi che si sono succeduti da 30 anni in Grecia come negli altri paesi del Nord sono in gran parte responsabili dell'aumento dei debiti pubblici. Le politiche fiscali a favore dei ceti più agiati e delle grandi imprese (imposta sul reddito, sul patrimonio e imposte sulle società), hanno diminuito considerevolmente le risorse budgetarie ed aggravato i debiti pubblici, obbligando gli Stati ad aumentare il loro indebitamento.

I responsabili della crisi se la cavano...il conto viene presentato al popolo.

Nel piano di austerità PASOK-UE-FMI imposto al popolo greco, non vi sono di fatto che piccole misure senza effetto per dare il via a una giustizia fiscale e assolutamente nulla per lottare contro l'evasione fiscale dei profitti delle grandi imprese.
Le soluzioni del PASOK , dell'UE e del FMI spingono la Grecia verso una crisi maggiore. Una recessione minima di 4 punti del PIL é già prevista entro il 2010. I piccoli artigiani e i commercianti, le piccole imprese affronteranno una lunga serie di fallimenti e di chiusure delle attività. La disoccupazione esploderà e i ceti popolari e le classi medie vedranno cadere a ruota libera il loro potere d'acquisto. Cresceranno le disuguaglianze e i diritti umani fondamentali (accesso all'energia, all'acqua, alla salute, all'educazione...) saranno a rischio per la parte più povera della popolazione.
La collera del popolo greco è anche la nostra. Il CADTM (Comitato per l'annullamento del debito del Terzo Mondo) sostiene senza riserve le mobilitazioni contro il piano di austerità.

Esistono soluzioni alternative!

- Il rimborso del debito pubblico della Grecia deve essere sospeso immediatamente e una perizia pubblica deve decidere la sua legittimità o meno.
- Devono essere introdotte misure di annullamento e gli introiti finanziari del debito devono essere tassati alla fonte, al tasso massimo dell'imposta sul reddito.
- Possono essere adottate immediatamente misure fiscali per ristabilire la giustizia fiscale e lottare contro la frode. Oggi, secondo i conti del Tesoro greco, i funzionari pubblici (designati come capri espiatori) e gli operai dichiarano più redditi dei liberi professionisti (medici, farmacisti, avvocati) e anche dei dirigenti delle banche!
La quasi totalità delle grandi imprese (armatori,...) dichiarano i loro profitti in paesi a fiscalità più vantaggiosa (Cipro in particolare) o li nascondono nei paradisi fiscali. La Chiesa ortodossa continua a beneficiare di esorbitanti esoneri fiscali sul patrimonio e sugli immobili...
In Grecia, di soldi ce ne sono, ma non là dove il piano di austerità vuole andare a prenderli!
Il CADTM è solidale con il popolo greco che sarà in sciopero generale mercoledì 5 maggio prossimo.
Dappertutto, in Grecia ed anche negli altri paesi europei, occorre ampliare la solidarietà e la mobilitazione. Oggi è la Grecia, ma ognuno sa che domani sarà il Portogallo, l'Irlanda o la Spagna. Dopodomani, tutta la zona euro può vacillare, compresi i suoi paesi più ricchi.
Le prime dichiarazioni solidali e l'inizio delle mobilitazioni di sostegno davanti alle ambasciate greche ci rallegrano. Ma bisogna andare oltre! Il movimento sociale europeo nel suo insieme deve essere a fianco del popolo greco! Le popolazioni europee ne hanno tutto da guadagnare

Il CADTM, da parte sua vi contribuirà!

 

 
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