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Prolungato il contratto collettivo di lavoro: si tratta solo sui salari
I ferrovieri resteranno a mani vuote?
di Sofia Ferrari
Con la decisione di alcuni giorni fa di prolungare di sei mesi il contratto collettivo di lavoro (CCL) in scadenza a fine anno, la direzione del sindacato dei ferrovieri (SEV), e delle altre federazioni sindacali minoritarie che hanno vi hanno aderito, è stata aperta la via verso un rinnovo del CCL che, ci si può scommettere, non porterà risultati di rilievo per i salariati delle FFS, rappresentando, nell'attuale contesto, un'ulteriore sconfitta.
Solo il salario
La conferenza dei delegati dello scorso marzo si è lasciata convincere dalle argomentazioni della direzione e ha approvato l'idea di prorogare per sei mesi il CCL (fino a giugno 2011) con la possibilità di disdirlo nei primi mesi del 2011 se un accordo non dovesse intervenire. Le ragioni alla base di questa decisione sono quelle solitamente usate dalle direzioni sindacali in questi casi: la disdetta potrebbe rimettere in discussione anche punti "positivi" del CCL e permettere alle FFS di lanciare la propria offensiva a tutto campo. Vista la difficile situazione economica e sociale meglio "tenere" quello che si ha che aprire un periodo di "instabilità". Naturalmente se a fare questi discorsi sono le direzioni sindacali, quelle che dovrebbero incoraggiare e motivare i lavoratori, è poi facile convincere lavoratori e delegati che la situazione attuale è sicuramente meglio di qualcosa che potrebbe anche sfociare sul …nulla. Così l'idea di fondo che si è fatta strada, e che di fatto ormai è da considerarsi acquisita nella sostanza anche se non nella forma, è che la SEV e gli altri sindacati discuteranno con le FFS di una sorta di mini-rinnovo che dovrebbe toccare solo i salari.
Strada spianata ai progetti delle FFS
In realtà quella che appare come una soluzione di "buon senso", che tiene conto della situazione e vorrebbe evitare soluzioni "peggiori", è in perfetta sintonia con i progetti delle FFS. Le quali, in realtà, un progetto di riforma salariale lo hanno già da tempo messo sul tavolo, denominato TOCO, e non ispira certo grande fiducia, almeno leggendo i primi commenti dei responsabili sindacali (ai quali sembra essere stato illustrato). Scriveva infatti qualche settimana fa il giornale sindacale: "D'altra parte, però, il nuovo sistema salariale FFS, denominato "Toco" suscita numerose riserve, per due motivi principali: le FFS hanno spesso ripetuto di considerare troppo elevati gli stipendi delle categorie inferiori e troppo bassi quelli delle categorie più elevate. Il sistema di valutazione delle FFS attribuisce inoltre maggiore importanza alla formazione rispetto alle condizioni di lavoro. Questi due fattori potrebbero portare a privilegiare la formazione nei confronti delle altre circostanze in cui si deve svolgere il proprio lavoro, come gli orari irregolari, l'esposizione alle intemperie e le mansioni gravose" La situazione è quindi chiara: le FFS hanno un progetto di nuovo sistema salariale sul quale, di fatto, le direzioni sindacali sono entrate nel merito e su questo verterà l'intera trattativa per il rinnovo.
Un risultato deludente…
Il risultato non potrà a questo punto che essere deludente. Non solo perché le direzioni sindacali giocheranno una partita sul terreno (e sulle proposte) scelte dall'avversario, ma perché la trattativa si apre senza alcun mandato chiaro formulato, né tantomeno approvato dai lavoratori. Di fatti le indicazioni sono più che generiche:" Per i sindacati è importante che il nuovo sistema salariale sia trasparente ed equo. Una ripartizione dei mezzi a disposizione a svantaggio dei salari più bassi non entrerà in linea di conto.". È quanto hanno potuto sapere i lavoratori delle FFS sulle intenzioni dei loro negoziatori che negozieranno a loro nome. Cosa questo può significare nessuno lo sa. Anzi tutti capiscono che "i mezzi a disposizione", cioè quanto vogliono mettere complessivamente sul tavolo le FFS, deve essere tutto sommato abbastanza poco. Ma tutti sanno benissimo, perché lo vedono tutti i giorni, che il loro salario sta diminuendo perché, tra le altre cose, soggetto ai nuovi contributi di risanamento della cassa pensione che continueranno (e anzi aumenteranno con i prossimi anni). E aggiungendovi le perdite del potere d'acquisto registrate negli anni scorsi tutti capiscono che un nuovo sistema salariale che non comportasse, a partire dal 2012 almeno un aumento del 10% dei salari sarebbe un sistema nel quale i lavoratori delle FFS sarebbero, in termini di salario disponibile mensile, in perdita. Ed è facile allora immaginare che per fare in modo che la trattativa sul nuovo sistema salariale porti qualcosa ai lavoratori delle FFS il livello delle richieste dovrà essere estremamente elevato. Una via che le direzioni sindacali non si sognano nemmeno di imboccare. Ecco perché è facile pronosticare che, in queste condizioni, comunque vada sarà un fallimento per i lavoratori. Un fallimento programmato. In questo contesto l'unica speranza è che tra i lavoratori delle FFS si faccia strada la volontà non solo di opporsi ad un simile imbroglio, ma di rivendicare una trattativa seria, vera, per migliorare il CCL e le condizioni di lavoro e di salario del personale. Sarebbe ora!
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