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Il vertice dei popoli sul cambiamento climatico
Cochabamba: la direzione giusta
di Leonardo Boff*
Com’è noto, a dicembre del 2009 si è svolta a Copenhagen la Conferenza Mondiale sul Clima, dove non si è giunti ad alcun accordo, in quanto la logica del capitale è prevalsa sulla logica dell’ecologia. Ciò significa che i delegati e i capi di Stato presenti rappresentavano più gli interessi economici che quelli dei propri popoli. La questione che si ponevano era la seguente: quanti profitti si perdono accettando precetti ecologici finalizzati a purificare il pianeta in modo da garantire le condizioni per la qualità della vita? Non si guardato al tutto, alla vita e alla Terra, ma agli interessi particolari di ciascun Paese. La logica ecologica vede l’interesse collettivo, perché mira all’equilibrio fra essere umano e natura, fra produzione, consumo e capacità di rigenerazione delle risorse e dei servizi della Terra. Rompendo tale equilibrio, cosa che il modello di produzione capitalista sta già facendo da secoli, sorgono effetti non desiderati chiamati “esternalità”: devastazione della natura, gravi ingiustizie sociali, indifferenza alle necessità delle future generazioni e l’effetto irreversibile del riscaldamento globale che rischia di far perdere tutto. A Cochabamba, in Bolivia, si è assistito all’esatto contrario: il trionfo della logica dell’ecologia e della vita. Nei giorni dal 19 al 22 di aprile si è celebrata la Conferenza Mondiale dei Popoli sui Cambiamenti Climatici e i Diritti della Madre Terra. Vi sono convenuti 35.500 rappresentanti dei popoli della Terra, provenienti da 142 Paesi. Al centro di tutto la Terra in quanto Pacha Mama, grande Madre, con la sua dignità e i suoi diritti, la vita in tutta la sua immensa diversità (nel superamento di ogni antropocentrismo), la nostra responsabilità comune per garantire condizioni ecologiche, sociali e spirituali che ci permettano di vivere, senza minacce, in questo pianeta. I 17 gruppi di lavoro, al contrario di quanto accaduto a Copenhagen, hanno prodotto uno straordinario consenso, perché tutti avevano nella mente e nel cuore l’amore per la vita e per la Pacha Mama “con la quale tutti abbiamo una relazione indivisibile, interdipendente, complementare e spirituale”, come dice il documento conclusivo. Invece del capitalismo competitivo, del progresso e della crescita illimitati, ostili all’equilibrio con la natura, è stato scelto il buen vivir, categoria centrale della cosmologia andina, vera alternativa per l’umanità che consiste nel vivere in armonia con se stessi, con gli altri, con la Pacha Mama, con le energie della natura, dell’aria, del suolo, delle acque, delle montagne, degli animali e delle piante e in armonia con gli spiriti e con la Divinità, sulla base di un’economia del sufficiente e decente per tutti, inclusi gli altri esseri. A Cochabamba, è stata elaborata una Dichiarazione dei Diritti della Madre Terra che, fra l’altro, prevede il diritto della Madre Terra alla vita e all’esistenza; ad essere rispettata; al mantenimento dei propri cicli e processi vitali; a mantenere la propria identità ed integrità con tutti i suoi esseri distinti e interrelazionati; il diritto all’acqua come fonte di vita; all’aria pulita; alla salute integrale; alla libertà da contaminazione e inquinamento, da rifiuti tossici e radioattivi; il diritto ad una riparazione piena e immediata per i danni che le sono state inflitti dalle attività umane. È stata prevista anche la creazione di un Tribunale Internazionale di Giustizia Climatica e Ambientale, con la capacità giuridica e vincolante di prevenire, giudicare e sanzionare gli Stati, le imprese e le persone per azioni od omissioni che provochino contaminazioni e mutamenti climatici e comportino gravi attentati agli ecosistemi che garantiscono il buen vivir. È stato pure deciso di portare all’Onu i risultati di questa Conferenza dei Popoli perché i suoi contenuti siano presi in considerazione nella prossima Conferenza Mondiale prevista per novembre/dicembre di quest’anno a Cancún, in Messico. Il significato più profondo di questo Vertice è la convinzione, sempre più forte fra i popoli, che non possiamo più affidare il destino della vita e della Terra ai capi di Stato, ostaggi dei dogmi capitalisti. Il Brasile purtroppo non ha inviato alcun rappresentante, perché per l’attuale governo sembra più importante l'accelerazione della crescita” che la garanzia di un futuro per la vita. Questa Conferenza dei Po-poli ha indicato la direzione giusta verso una biociviltà in cui sia assicurato un equilibrio di tutti con tutti e con tutto.
* teologo.
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