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Il progetto di legge approvata dal governo francese

Velo integrale: una legge demagogica e inefficace

di Frédéric Borras*

Anche se siamo ostili al velo integrale, rifiutiamo la legge Sarkozy, demagogica, inutile e discriminatoria.
Nonostante il parere contrario del Consiglio di Stato, Sarkozy persevera nella sua volontà di far adottare al Parlamento una legge che mira a proibire il velo integrale in Francia. Perché questa testardaggine, questa precipitazione nel voler introdurre questa riforma? La “laicità e la Repubblica” sono veramente in pericolo a tal punto, benché tutti siano d’accordo nel dire che questa interpretazione fondamentalista dell’Islam non concerne che alcune centinaia di donne in Francia? Ciò che è sicuramente vero, è il fatto che il governo UMP (il partito di Sarkozy NdT) cerca di ritrovare legittimità dopo la batosta delle elezioni regionali. Cerca, nell’incalzare del dibattito sull’identità nazionale, di rinsaldare il suo elettorato, e di sedurre di nuovo quello del Front National.
Il “tutto sicurezza” per mascherare l’ingiustizia sociale, il razzismo per dividere le classi popolari confrontate con la crisi: ecco la ricetta della destra.
Il procedimento è rozzo e tanto vecchio quanto il mondo. Ogni volta che la crisi minaccia di saldare la massa delle vittime contro la manciata di responsabili, la figura del capro espiatorio ricompare. Dietro questa politica si dissimula, attraverso una serie di collegamenti, la condanna di tutti i mussulmani, assimilati a degli integralisti. E`una delle forme di razzismo. E si aggiunge all’oppressione e alla precarietà di milioni di giovani, di lavoratori e di disoccupati.
Il rifiuto della strumentalizzazione è un argomento che, da solo, sarebbe sufficiente per opporsi a questa legge.
Ma anche dal punto di vista delle motivazioni “ufficiali”, vietare l’oppressione di cui sono vittime queste donne è per lo meno controproducente. Non si emancipa con la forza. Quel che è successo all’automobilista che portava il niqab e che è stata fermata dalla polizia a Nantes (ha ricevuto una multa per aver guidato in “condizioni non agevoli” NdT) lascia immaginare, ancora prima che la legge venga votata, gli eccessi che potranno aver luogo. Brice Hortefeux (ministro dell’Interno NdT) ha chiesto che al marito dell’automobilista venga tolta la nazionalità francese, e ha diffuso attraverso tutti i media i pregiudizi razzisti classici sulla poligamia o sugli assegni familiari come unica risorsa di “queste famiglie”. Quanto agli integralisti mussulmani, tutto questo ha permesso loro di sentirsi vittime e di sviluppare la loro propaganda a favore della sciarìa.
Il velo è una forma dell’oppressione delle donne. Il burka e il niqab sono al centro di un progetto fondamentalista e integralista in piena contraddizione con i nostri valori. Ma è lottando tutte insieme per il diritto a disporre del loro corpo che le donne si emancipano. Questo governo osa invocare i diritti delle donne allorché il diritto all’aborto, a un vero impiego, a un pensione completa è rimesso in questione dalle politiche liberali, e allo stesso tempo permangono le disparità salariali tra uomini e donne. Questo governo osa invocare la laicità, mentre sovvenziona ampiamente l’insegnamento privato confessionale.
Benché non manchino gli argomenti per opporsi chiaramente a questa legge, il PS tergiversa, il che accresce i margini di manovra del potere.
La nostra lotta è quella della solidarietà. Solidarietà con le donne che non vogliono che venga loro imposto di portare ogni sorta velo. E solidarietà con le vittime di tutte le forme di razzismo e di esclusione. Ed è anche quello dell’unità del mondo del lavoro di fronte a quelli che precarizzano, licenziano, sfruttano e discriminano.

* apparso sul settimanale “Tous est à nous” il 20 maggio 2010. La traduzione in italiano è stata curata dalla redazione di Solidarietà.

 

 
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