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La successione alla testa del Ministero Pubblico

Le mani dei partiti sulla giustizia

di Sofia Ferrari

Su Solidarietà del 3 giugno vi abbiamo proposto l'analisi "Le mani della politica sulla giustizia penale" . Ve la riproponiamo in una versione aggiornata, perché a causa di un guasto tecnico l'articolo si è riempito di errori, ma, soprattutto, perché le fosche previsioni di quell'articolo si sono purtroppo avverate.(Red)


Infatti, la settimana prossima il Gran Consiglio eleggerà per acclamazione alla carica di Procuratore Generale non un magistrato indipendente, bensì uno dei più grandi esponenti della partitocrazia canton ticinese, ex presidente del partito socialista e ex capogruppo, John Noseda, persona non certo vicina al “proletariato” ticinese.
Per nascondere l'inciucio, si è tentato di vestire l'elezione con le sembianze di un concorso normale, ma hanno peggiorato le cose.

Vediamo come è andata

Con il 1° gennaio 2011 entra in vigore il codice di procedura penale svizzero e occorre quindi trovare un nuovo Procuratore pubblico dai poteri accentuati.
I candidati con l'esperienza e le capacità di ricoprire quella carica sono numerosi: sono i Procuratori pubblici Rosa Item, Manuela Minotti-Perucchi, Antonio Perugini, Mario Branda, Arturo Garzoni, Giovan Maria Tattarletti, e sono alcuni giudici come Mauro Mini e altri.
Ma ai partiti politici una magistratura penale forte indipendente non piace, cosicché viene lanciato il piano John Noseda.
Prima ancora che il concorso fosse lanciato, John Noseda (63 anni!) dichiara pubblicamente che si candiderà. Pochi giorni dopo un articolo de La Regione, sapientemente pilotato, ospita l'applauso di tutti i politici di professione, Attilio Bignasca in testa (con gli scheletri nell'armadio di famiglia, Il Mattino ha capito che è meglio volare basso).
Piccolo problema. Davanti a così tanta sfacciataggine, tutti i candidati seri hanno capito che l'elezione sarebbe stata una farsa e non si sono candidati. Siccome un'elezione senza concorrenti sarebbe stata indecente, ecco che John Noseda ha chiesto al procuratore Giovan Maria Tattarletti, di fare la figura dell'utile idiota.
Giovan Maria Tattarletti non poteva dire di no. Infatti sua moglie lavora nello studio di John Noseda in barba a ogni conflitto d'interesse, cosa che aveva suscitato persino la condanna da parte del timoroso consiglio della magistratura.
Giovan Maria Tattarletti si è quindi prestato a una candidatura alibi.
Lunedì 14 giugno si è diligentemente presentato davanti alla speciale commissione del Gran Consiglio, ma il Presidente PS Emanuele Bertoli già racconta che la settimana prossima proporrà al Gran Consiglio di eleggere il più esperto "socialista" Noseda, a discapito dell'altro "socialista" Tattarletti (il quale per il bieco servizio reso sarà sicuramente ricompensato).
Anche John Noseda ha fatto la comparsata. Si è presentato davanti alla commissione di esperti indipendenti per la nomina dei magistrati, di cui fa parte (sic!) che l'ha giudicato idoneo.
Cosa pretendevate? Che la commissione nella quale ha seduto per dieci anni lo giudicasse incapace di fare il magistrato, lui che in quella commissione ha scelto decine di magistrati?
È triste constatare come persone serie come il giudice Aldo Borrelli o il Prof. Marco Borghi si siano piegati a recitare questa triste pantomima. Si vede che la partitocrazia è particolarmente forte.

Conflitti d'interesse

John Noseda è attualmente difensore penale in almeno in una trentina d'inchieste, molte delle quali sapientemente insabbiate.
Prima della nomina, avrà il coraggio John Noseda di raccontare quanti suoi clienti sono da anni sotto inchieste coperte di sabbia, mentre per gli stessi reati pesci bel più piccoli hanno dovuto purgare mesi o anni di prigione? Ne dubitiamo.
Cosa faranno i Magistrati penali subordinati a John Noseda di fronte ai clienti del loro capo? Ovviamente faranno sparire del tutto le inchieste!
Il Ticino si avvia quindi ad avere una magistratura penale degna di uno stato, se non dittatoriale, almeno poco democratico, sul modello della Russia di Putin. Per essersi messo contro Fulvio Pelli e i suoi, il Procuratore Pubblico Arturo Garzoni sarà costretto alle dimissioni. Questo sarà il primo segnale dell'involuzione.
Gli amici dei partiti di Governo non saranno mai inchiestati, mentre la giustizia penale sarà riservata soltanto a coloro che non hanno i santi in paradiso.

Fulvio Pelli minaccia il procuratore pubblico Garzoni

Sempre "Il Caffè" di alcune settimane fa riportava con tanto di coro di battimani, la lettera minacciosa che l'Avv. Fulvio Pelli aveva indirizzato contro il Procuratore pubblico Arturo Garzoni, colpevole di mettere sotto inchiesta un suo amico e cliente.
"Pelli bacchetta il Procuratore Garzoni" titolava raggiante "Il Caffè".

Asfaltopoli insegna

Dalla fine degli anni 50 un gruppo di imprenditori si riuniva segretamente sulla base di un accordo cartellare scritto negli uffici del vecchio avvocato Viscardi per truffare i pubblici appalti cantonali e comunali. Questo comitato d'affari aveva sede inizialmente presso l'Uovo di Manno, poi presso l'Hotel La Perla di Agno. L'ente pubblico ha perso decine di milioni di franchi che hanno ingrassato le tasche dei politici di governo e dei loro "Imprenditori" lacchè.
Solo grazie all'intervento della Commissione federale della concorrenza (Comcom) si è potuto smascherare questo intrallazzo, nel quale erano coinvolti tutti, dal solito Fulvio Pelli a Thomas Arn (presidente e direttore della COSTRA SA) fino ad eminenti finanziatori del partito socialista.
Malgrado che il rapporto della Comcon faceva persino stato di strozzinaggio ai danni della ditta Lombardini che si rifiutava di partecipare alla cosca, il Procuratore Generale Bruno Balestra ha emesso due decreti di assoluzione piena, senza neppure avviare l'inchiesta. Il primo l'ha pubblicato subito dopo le elezioni cantonali, il secondo appena passate le elezioni federali.

La giudice Agnese Balestra-Bianchi tratta con un pregiudicato ma vuole zittire Solidarietà

L'anno scorso questo giornale aveva denunciato il fatto che la presidente della Camera criminale, giudice Agnese Balestra-Bianchi, dopo aver partecipato alla direttiva del Partito Liberale Radicale si era personalmente recata in Via Monte Boglia a trattare con i vertici della Lega, e in particolare con Giuliano Bignasca. Costui l'aveva accusata in televisione di aver falsificato un documento, e lei è andata dal buon Nano a promettergli la sua benevolenza in cambio del suo silenzio. Se lui lascerà in pace lei, lei lascerà in pace lui (che potrà così dare libero sfogo alla sua ininterrotta violazione della legge sugli stupefacenti).
Malgrado che per qualsiasi giudice Giuliano Bignasca sia innanzitutto un pregiudicato, costantemente indagato, la presidente dei giudici penali non ha avuto nessun ritegno a sedersi al suo tavolo. Ovviamente un raggiante Giuliano Bignasca non si è lasciato scappare l'occasione di raccontare “urbi et orbi” l'umiliante visita di Agnese Balestra-Bianchi, aggiungendo che loro due (sic!) avevano la stessa visione della giustizia penale (sic! sic! sic!).
Dopo che solo noi- ovviamente - avevamo denunciato questo fatto clamoroso, la redazione di Solidarietà ha ricevuto una sbalorditiva telefonata della stessa Agnese Balestra-Bianchi, che, infastidita, fingeva ingenua sorpresa.

Da Agnese Balestra Bianchi a Giovanna Ruggero-Wil

Agnese Balestra Bianchi è la presidente del tribunale penale che giudica direttamente i sospetti delinquenti.
Tuttavia la partitocrazia non si è lasciata sfuggire nemmeno la presidenza del tribunale di ricorso, cioè la Corte di cassazione; se l'è presa la ligia Giovanna Ruggero-Will, giunta a quella carica grazie alla tessera del Partito Socialista.
La giudice Giovanna Ruggero-Will ha subito capito che doveva servire prima la partitocrazia e poi la giustizia.
Dopo anni di lotta, Hansruedi Tobler, il giovane plurimilionario, spogliato dal piastrellista Frignani grazie all'azione dei dirigenti di BancaStato Locarno, è riuscito ad ottenere un processo.
Si trattava di un processo farsa, poiché alla sbarra figurava soltanto il piastrellista e un passacarte di BancaStato, mentre erano assenti sia il vicedirettore Betschart, che aveva orchestrato tutto il castello societario, sia il direttore Pedrazzini che aveva spaventato Tobler per convincerlo al silenzio.
Il Giudice Ermanni se ne era accorto. Nella sentenza di condanna del piastrellista e del passacarte aveva sottolineato che i veri responsabili si trovavano ai vertici di BancaStato e che non era possibile che il piastrellista avesse compiuto da solo un’estorsione ai danni del giovane Tobler senza la complicità del Dir Fabio Pedrazzini, diventato nel frattempo nientemeno che capo dell'ufficio legale di BancaStato. L'avvocato di Tobler aveva quindi subito denunciato Fabio Pedrazzini per estorsione.
Per salvarlo è intervenuta la Presidente della corte di cassazione Giovanna Ruggero-Will che ha annullato la sentenza del Giudice Ermanni. Il processo è stato rifatto e questa volta ci ha pensato la militante PLR, giudice Agnese Balestra Bianchi a "pulire la situazione": ha tolto dal processo l'accusa di estorsione assolvendo il piastrellista di questo reato. Se il reato di estorsione non esiste, non può nemmeno averlo commesso Dir. Fabio Pedrazzini (che ha gestito come un ombra il piastrellista prima come avvocato poi come direttore di Banca Stati Locarno). Elementare Watson!
PS: Fabio Pedrazzini è un alto esponente del PPD ed era difeso dall'avvocato Fulvio Pelli (ne avesse mancata una!), presidente di BancaStato.

La commissione di esperti indipendenti per la nomina dei magistrati

Per tentare di spoliticizzare i tribunali, all'inizio degli anni '90 venne messa in cantiere una riforma tendente a togliere il potere di nomina dei magistrati alle segreterie dei partiti politici.
Venne istituita una commissione di esperti indipendenti, alla quale dovevano appartenere unicamente persone provenienti dal Nord delle Alpi.
Manco a dirlo i partiti politici non si lasciarono scappare l'occasione di infilare i propri rappresentanti.
La commissione fu presieduta dall'avvocato John Noseda, cioè che da colui che fin al giorno prima era stato presidente del PS e capo gruppo della deputazione socialista in Gran Consiglio.
Questa commissione, in cui fu messo il Giudice del Tribunale Federale delle assicurazioni di Lucerna Aldo Borella a mo' di alibi, prese subito in mano il manuale Cencelli.
Dietro al paravento della scelta tecnica, venne infatti imposta la rigida regola di due giudici Liberali Radicali, due PPDini e un Socialista.
Con gli anni i concorsi per la nomina dei Magistrati si sono trasformati in una specie di mercato delle vacche dove i candidati invisi ai partiti politici, venivano pesantemente invitati a ritirare la loro candidatura per evitare il voto in Gran Consiglio.
Alla fine nessuno più ha voluto concorrere, salvo i galoppini di partito a cui veniva assicurato il posto ancor prima di sottoporsi all'esame alibi da parte della Commissione "indipendente".
Il caos sulla nomina dei Procuratori pubblici si è subito trasferito all'interno del Ministero pubblico.

Il Procuratore Maria Galliani a capo di dubbie società di Panama

In questi anni abbiamo assistito alla politicizzazione totale della giustizia penale culminata con la scoperta che la procuratrice generale aggiunta Avv. Maria Galliani era titolare di numerose società panamensi offshore (quelle utilizzate per nascondere i soldi in nero e per riciclare il denaro sporco) contemporaneamente alla sua funzione di pubblico Ministero.
Guarda caso, mentre alcune inchieste procedevano spedite, altre venivano insabbiate.
Allorquando personaggi vicini ai partiti di governo risultavano implicati nelle inchieste penali, le stesse sparivano nel dimenticatoio.
Clamorosi sono i casi delle inchieste concernenti il fallimento della Sogevalor e della Banca Bipielle.
In ambedue i casi, malgrado i ripetuti solleciti da parte della Commissione Federale delle Banche, la Procuratrice pubblica di allora, l'immancabile Maria Galliani, si è rifiutata di compiere qualsiasi attività d'inchiesta per tre o quattro anni.
"Il Caffè" di domenica 30 maggio riportava il grido disperato di alcune vittime delle malversazione compiute all'interno della Bipielle. Le vittime sono defraudate di qualsiasi diritto, mentre i loro soldi stanno per essere dissequestrati in favore di coloro che li hanno rubati.

 

 
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