Il sito internet del Movimento per il Socialismo
 
 
Cerca  
Menu
Home
Comunicati
Pubblicazioni
Documenti
Attività
Volantini
Campagne politiche
Contatto
Links

Giù le mani dalle Officine!
Solidariet?
Clicca qui per leggere gli articoli sulla lotta alle Officine FFS di Bellinzona e sulle FFS in generale

Contatto MPS
Contattaci online

Cerca

 
Una dimensione fondamentale della crisi

Privatizzazioni e condizioni di salute

di Benoit Blanc*

Misure di austerità estremamente brutali si propagano in Europa come granelli di polvere: sono la dimensione chiave della nuova guerra sociale ormai in corso. Bersaglio privilegiato, il servizio pubblico: duri colpi ai salari, blocco degli effettivi, ma anche privatizzazioni. Una conseguenza poco citata di queste misure, anche se documentata, è l'impatto negativo sulla salute dei salariati coinvolti.

Una delle inchieste più importanti a livello internazionale sui legami tra lavoro e salute è quella di Whitehall II (1). Si basa su una serie di analisi (dal 1985) di un gran numero di impiegati del servizio pubblico britannico, residenti a Londra e di età tra i 35 e i 55 anni. Nella prima fase dell'inchiesta (tra il 1985 e il 1988) circa 10'000 funzionari che hanno accettato allora di partecipare all'inchiesta (circa 2/3 uomini e 1/3 donne) sono stati sottoposti a un esame medico e hanno risposto a un questionario. Sono stati poi seguiti regolarmente (l'ultima volta nel 2008/2009). La possibilità di seguire per un periodo così lungo parecchie migliaia di salariati rappresenta una fonte inestimabile di informazioni sulla relazione tra condizioni di lavori, posizione sociale e stato di salute.

Raddoppiata l'incapacità lavorativa

Uno studio pubblicato recentemente (2) affronta sulla base di questa inchiesta una questione di attualità: esiste un legame tra privatizzazioni o esternalizzazioni ("outsourcing") dei servizi pubblici e l'evoluzione dello stato di salute del personale coinvolto? In particolare, ne risulta un maggior numero di persone che soffrono di incapacità lavorativa, con un deterioramento invalidante della salute? Il programma di privatizzazioni, massicce, di interi settori della funzione pubblica britannica è cominciato nella seconda metà degli anni '80 del secolo scorso: lo studio Whitehall II è dunque ben situato per misurarne gli effetti (i dati utilizzati per questo studio sono stati raccolti tra il 1995 e il 2001).
I risultati sono chiari: per lo stesso sesso e la stessa età, i funzionari britannici confrontati con l'esternalizzazione o con la privatizzazione dei loro servizi sono quasi due volte (1,9) più a rischio di soffrire di una incapacità lavorativa che porta all'esclusione dal mercato del lavoro rispetto a coloro che non sono stati/e toccati/e da queste politiche. Se si tiene conto di parecchi altri fattori che potrebbero spiegare questa differenza (lo stato di salute delle persone all'inizio dello studio, i loro comportamenti per quanto riguarda la salute - fumo o consumo eccessivo di alcool -, eventuali periodi di disoccupazione, lo stato matrimoniale e la categoria socio professionale), i funzionari toccati dalle privatizzazioni corrono un rischio 1,6 volte maggiore di soffrire di incapacità al lavoro rispetto a coloro che non sono stati confrontati con questi cambiamenti. Si noti che (di fatto) sono poi proprio queste stesse persone, vittime di queste privatizzazioni, a essere poi ulteriormente prese di mira nel quadro delle nuove contro-riforme imposte, per esempio, alle assicurazioni invalidità, in nome dell'aumento dei costi a carico della collettività....

Pozione Thatcher: tossica!

Questi risultati confermano quelli di uno studio precedente, basati sull'inchiesta Whitehall II (3). Realizzato anch'esso con l'obiettivo di misurare l'impatto delle esternalizzazioni o delle privatizzazione sulla salute dei funzionari coinvolti, lo stato di salute veniva valutato attraverso un procedimento di autovalutazione, la presenza di numerosi sintomi (come, per esempio, la difficoltà di addormentarsi) e su diverse misure fisiologiche (pressione arteriosa, tasso di colesterolo, indice di massa corporea...). Il periodo di analisi copriva gli anni tra il 1985 e il 1993. Tra i funzionari coinvolti, in particolare tra gli uomini, questo studio aveva messo in evidenza uno stato di salute degradato. Dato interessante: questa constatazione non concerneva solamente i funzionari i cui servizi erano stati privatizzati, ma anche coloro minacciati da questa prospettiva. Gli autori rendevano anche attenti sul fatto che il gruppo di funzionari di riferimento (coloro che non avevano subito privatizzazioni o che non ne erano minacciati) avevano subito - anche loro - cambiamenti importanti relativi all'organizzazione dei servizi pubblici britannici dopo l’arrivo al potere, nel 1979, del governo conservatore della Signora Thatcher: ciò significa che i legami messi in evidenza tra privatizzazione e degrado dello stato della salute sono probabilmente sottovalutati.

Elemento organico delle privatizzazioni

Per indicare il rapporto tra privatizzazioni, esternalizzazioni e degrado dello stato di salute, questi studi indicano tre direzioni: l'aumento dell'insicurezza del posto di lavoro, l'aumento del carico di lavoro e il sentimento di ingiustizia che nasce in coloro che sono coinvolti in questi cambiamenti.
Con l'alibi dell'efficienza o dell'aumento della flessibilità - dal punto di vista delle imprese e di quei settori del capitale che ne approfittano - le privatizzazioni hanno un senso solamente se permettono di accedere a quei nuovi campi di attività che danno la possibilità di investire con solide garanzie di profitto elevato. Perciò, tutte le attività che non rendono devono essere abbandonate; in quelle che vengono mantenute, il carico di lavoro (tasso di sfruttamento) deve aumentare. Inoltre, spesso, viene abbassato, progressivamente o brutalmente, il livello salariale, diretto o indiretto. L'insicurezza del posto di lavoro diventa un'arma essenziale per imporre questo tipo di regressioni sociali. Questi cambiamenti vanno di pari passo con una ridefinizione totale della "missione" dei servizi privatizzati: non sono più al servizio di utenti, ma devono catturare clienti e generare profitti. Ne scaturisce inevitabilmente un sentimento di ingiustizia - e di tradimento dell'ideale professionale che caratterizzava l'attività del servizio pubblico.
In altri termini, i meccanismi indicati come cause dell'impatto negativo delle privatizzazioni sulla salute costituiscono la ragion d'essere delle privatizzazioni stesse e il modo nel quale devono operare per raggiungere i loro obiettivi - dal punto di vista di chi le promuove. Ecco un altro modo di mettere in evidenza la posta in gioco dei piani d'austerità che si abbattono oggi sui salariati di tutta Europa.

*Articolo apparso sulla rivista www.alencontre.org. La traduzione in italiano è stata curata dalla redazione di Solidarietà.

1. Marmot M. & Brunner E. (2004) Cohort profile: the Whitehall II study, International Journal of Epidemiology, 2004.
2. Virtanen M., Kivimäki M., Sing-Manoux A., Gimeno D., Shipley M. J., Vathera J., Akbaraly T. N., Marmot M. G., Ferrie J. E. (2010), Work disability following major organisational change: the Whitehall II study, Journal of Epidemiology and Community Health, 2010, 64, 461-464.
3. Ferrie J., Shipley M., Marmot M. G., Stanfeld S., Davey Smith G. (1998), The health effects of major organisational change and job insecurity, Social science and medicine, vol 46, 2, 243-254.


 

 
Informazioni correlate

Campagne Politiche: l'articolo più letto
I criteri di Maastricht in salsa ticinese

Campagne Politiche: l'ultimo articolo

Pagina stampabile  Segnala questo articolo a...