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Cargo vuol mollare le Officine
Intanto riprende la tavola rotonda

di Giuseppe Sergi

Riprenderà il 15 settembre la tavola rotonda per discutere il futuro delle Officine di Bellinzona dopo che Franz Steinegger, di fronte all'abbandono dell'attività nei gruppi di lavoro da parte del comitato di sciopero e dei rappresentanti sindacali, aveva deciso di far cadere la riunione della tavola rotonda fissata per il 3 settembre. Una riunione con il comitato di sciopero e i rappresentanti sindacali indetta dallo stesso Steinegger lo scorso 2 settembre ha permesso di sbloccare la situazione e di convocare la nuova riunione per il 15 settembre.

Cargo vuole disfarsi delle Officine

I nodi cominciano a venire al pettine. E quello che ormai da tempo era chiaro al comitato di sciopero comincia ad essere confermato dalle scelte delle FFS. Unitamente ai conti semestrali le FFS hanno annunciato di aver avviato la ricerca, supportata dalla McKinsey, per "concretizzare un partenariato" con un partner europeo. L'obiettivo (e su questo le FFS non sembrano voler cambiare molto rispetto ad una strategia dimostratasi fallimentare) è di "migliorare in modo duraturo e significativo il risultato, soprattutto nell'ambito degli affari internazionali". Senza chiedersi, naturalmente, se questa scelta verso l'estero sia del tutto sensata…
A questo punto appare evidente (e l'annuncio qui richiamato non è altro che l'ultimo di una serie impressionante di indizi che si sono via via accumulati fin dall'annuncio del piano presentato il 7 marzo) che Cargo vuole sbarazzarsi definitivamente delle Officine di Bellinzona. Diciamo meglio: le FFS vogliono "snellire" il più possibile Cargo per poterlo presentare il più in forma possibile all'appuntamento con il partner europeo.
Rientrano d'altronde in questa linea i risultati semestrali presentati pochi giorni fa. Basti pensare che in questo primo semestre 2008 "l'acquisto di prestazioni presso terzi è stato ridimensionato del 60%"rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una diminuzione impressionante se si pensa alle cifre assolute: "Le prestazioni di trasporto sono diminuite del 3.3%, a 6'600 mio. di tonnellate-chilometro rispetto ai primi sei mesi del 2007, nel contempo però l'acquisto di prestazioni presso terzi è stato ridimensionato del 63%. Le prestazioni di trasporto effettuate da terzi su mandato di FFS Cargo nel primo semestre 2008 ammontavano a 144 mio. di tonnellate-chilometro nette, rispetto alle 387 mio. di tonnellate-km nette nel medesimo periodo dello scorso anno".
E per giustificare questo atteggiamento, ecco un'ulteriore vergognosa campagna di denigrazione nei confronti dei lavoratori delle Officine di Bellinzona. Sarebbero i costi dello sciopero e i ritardi accumulati nella lavorazione dei carri a "pesare" ulteriormente sui conti di Cargo: "I costi dello sciopero a carico delle FFS ammontano a oltre 2.5 mio. di CHF; nel contempo il lavoro arretrato accumulato a causa dello sciopero, in particolare nel settore carri merci, grava pesantemente sull'andamento dell'azienda.".
Siamo a punti di malafede e propaganda difficilmente eguagliabili: un'ulteriore conferma di quale livello di abiezione possano raggiungere personaggi come Meyer e Perrin.

Destinazione Passeggeri

Il passaggio dalla divisione Cargo a quella Passeggeri diventa a questo punto per le FFS un modo elegante per permettere a Cargo di disfarsi delle Officine. Inizia la campagna promozionale: dépliant distribuiti ai lavoratori sulla divisione Passeggeri e sui suoi meriti; azione di convincimento presso i quadri intermedi e superiori delle Officine che è l'unica soluzione per garantire un futuro alle Officine stesse. Dopo tutto, aggiungono i dirigenti di Cargo e delle divisione Passeggeri, quest'ultima, contrariamente a Cargo, va a gonfie vele e potrebbe garantire quegli investimenti che i lavoratori a più riprese hanno rivendicato per il futuro delle Officine.
Naturalmente il tutto senza uno straccio di progetto per il futuro delle Officine, senza l'illustrazione di come potrebbero rientrare le Officine nella strategia futura della divisione Passeggeri (che, come noto, gestisce già altri importanti centri di manutenzione, a cominciare da quello di Yverdon), senza spiegare come sarà possibile integrare nella divisione Passeggeri un'attività "spuria" come la manutenzione di carri merci…
Sono questi gli interrogativi, e molti altri, che il comitato di sciopero si pone e che porrà in occasione della prossima tavola rotonda. E sul quale appare necessario che le FFS in quanto tali diano delle risposte chiare. Risposte che possano in ogni caso rispondere alle attese ed alle rivendicazioni dei lavoratori delle Officine.

Continuare la mobilitazione

Queste ultime settimane hanno visto una ripresa della mobilitazione e dell'attenzione attorno alla vicenda delle Officine. Alcune proiezioni del film di Danilo Catti sullo sciopero ha dimostrato (a cominciare da quella di Locarno) che "il popolo delle Officine" è ancora presente, interessato ai destini dello stabilimento di Bellinzona.
Dal canto loro i lavoratori appaiono determinati, condotti dal comitato di sciopero, a non lasciarsi fregare facendo rientrare dalla finestra quello che le FFS non era riuscite a far entrare dalla porta lo scorso mese di marzo.
L'assemblea dello scorso 28 agosto ha confermato questa disponibilità dei lavoratori alla mobilitazione, la loro attenzione e la loro comprensione della posta in gioco attorno a questa discussione sul passaggio dalla divisione cargo alla divisione passeggeri.
Infine resta la questione di un rilancio di una prospettiva diversa da quelle previste dalla direzione delle FFS. Pensiamo in modo particolare all’ipotesi, certo di più lungo corso, contenuta nell’inizitiva “Giù le mani dall’Officina: per la creazione di un polo tecnologico-industriale nel settore del trasporto pubblico”, depositata a inizio giugno e corredata da 15’000 firme.
Più che mai appare necessario condurre la vertenza delle Officine sui due piani: da un lato attraverso l’opposizione ai progetti distruttivi delle FFS e dall’altro mettendo in campo proposte che vadano al di là dell’attuale situazione in una prospettiva di sviluppo e di difesa del servizio pubblico.

Solidarietà - Anno 9 - N° 16 - 11 settembre 2008
 

 
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