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La lunga marcia delle Officine
Prepararsi a fronteggiare la concorrenza padronale
di Matteo Poretti
In questi giorni di grande festa per la storica e reale vittoria ottenuta dagli operai della Officine FFS di Bellinzona (OBe), può sembrare strano, se non addirittura di cattivo gusto, parlare delle possibili minacce che si affacciano all'orizzonte. Se la firma dell'accordo siglato il 28 novembre scorso segna una data storica per l'intero movimento operaio, ciò non significa che le forze che avevano interessi diretti nella chiusura del sito bellinzonese abbiano rinunciato ai loro obiettivi. Sfortunatamente già si registrano alcuni segnali inquietanti che indicano in maniera piuttosto chiara l'avvio di una controffensiva che cercherà di innalzare violentemente il grado di concorrenza nel settore in cui sono chiamate a lavorare le OBe. Una dinamica che ha quale obiettivo temporale l'anno 2013, quando la FFS Cargo SA potrebbe definitivamente sganciarsi da Bellinzona. Minacce serie sulle quali bisogna, sin da ora, cominciare a riflettere.
La concorrenza si attiva, nonostante tutto…
Il trasporto di merci su rotaia (come anche il traffico combinato strada-ferrovia) è un settore in forte espansione. Secondo alcuni calcoli, la crescita potrebbe situarsi attorno al 10% annuo. Una spinta è confermata dalle comande di nuovi carri passate alle imprese costruttrici. Di conseguenza aumenterà anche l'attività di manutenzione del materiale rotabile, scatenando già da tempo l'interesse di diverse imprese, lanciate alla conquista di quote crescenti di mercato. La chiusura delle OBe aveva rivelato in questo senso l'esistenza di un piano articolato e organizzato da diversi attori. L'attività del sito industriale bellinzonese avrebbe dovuto essere rilevata da una "joint-venture" privata, operazione eseguita da tre attori principali. Da una parte FFS Cargo SA, la quale poteva così liberarsi della gestione diretta dalle OBe e, soprattutto, ottenere le stesse prestazioni a costi inferiori, quelle in vigore nel settore privato. Una soluzione vantaggiosa che avrebbe inoltre rafforzato l'obiettivo di FFS Cargo SA di trasformarsi sempre più in una mera società commerciale attiva nel trasporto di merci. Dall'altre parte, due società, la giubiaschese Ferriere Cattaneo SA e l'argoviese Josef Meyer Transport Technology AG, pronte a beneficiare dei volumi di lavoro portati in dote della FFS Cargo SA e della possibilità d'inserirsi in maniera importante in un nuovo e redditizio crinale produttivo. I primi tre attori non si sono persi d'animo e hanno iniziato ad applicare un disegno alternativo. Già nel mese di giugno, Aleardo Cattaneo annunciava la scelta di principio di creare - con l'inseparabile Josef Meyer Transport Technology AG - una struttura per la manutenzione dei carri merci privati. Pochi giorni fa è giunta la conferma: nel 2010 sarà attivo un centro lungo la dorsale ferroviaria Nord-Sud, probabilmente in Italia, concepito per la manutenzione in particolare dei vagoni porta container ("carri tasca"). Se nel mese di giugno, Catteneo escludeva qualsiasi intenzione di fare concorrenza alle OBe: "Sia chiaro che non vogliamo assolutamente metterci in competizione con le Officine"1, oggi appare vero il contrario. Il progetto presentato rappresenta una pura operazione di concorrenza ai danni delle OBe, ma non solo. E ciò anche alla luce di certi fatti emersi recentemente. Innanzitutto, il progetto del duo Cattaneo & Meyer mira a mettere le mani su un segmento dell'attività di manutenzione nel campo dei carri merci, ambito nel quale, occorre ricordarlo, la ditta di Giubiasco non era mai stata presente. Questa scelta limiterà di fatto il raggio d'azione delle OBe, soprattutto in prospettiva, quando il sito industriale bellinzonese dovrà trovare nuovi clienti diversificando la propria produzione e quando il contratto con la sua ex proprietaria - la FFS Cargo SA - arriverà a scadenza nel 2013. Ma il nuovo centro di manutenzione privato costituisce anche una mossa d'anticipo giocata contro il progetto di creazione di un polo industriale-tecnologico pubblico, promosso dagli operai delle OBe tramite la loro iniziativa. L'aumento dei volumi di merci trasportate via ferrovia e il logico aumento dei volumi di attività nel campo della manutenzione giustificano dal punto di vista produttivo la creazione di un tale polo, al cui centro verrebbero a collocarsi le OBe; un progetto pubblico che potrebbe realmente funzionare e disturbare parecchie società private attive nella manutenzione, fuori e dentro i confini nazionali. E allora il modo migliore per "sabotare" l'iniziativa è quella di occupare in anticipo il terreno, conquistando nuovi clienti, specializzandosi in nuovi segmenti produttivi, in modo da togliere risorse materiali al polo e fornire argomenti a livello politico per motivare un suo abbandono o un suo forte ridimensionamento. Come detto in precedenza, parecchi sono i segnali di manovre e di alle "alleanze" che annunciano un rafforzamento importante della concorrenza, diretta e indiretta, nei confronti delle OBe, le cui conseguenze potrebbero essere pesanti già in un immediato futuro.
Hupac si allontana da Bellinzona
Le scorse settimane ha tenuto banco l'annuncio della Hupac SA - una delle principali società attive nel trasporto intermodale (strada e ferrovia) attraverso le Alpi2 - di voler rivedere il contratto con le OBe per la manutenzione della sua flotta di carri. Fino a oggi, il sito bellinzonese si occupa della manutenzione di tutta la flotta di carri merci posseduta dall'Hupac SA. Dal 2009, il contratto verrà quasi dimezzato: dai 230 vagoni revisionati annualmente a Bellinzona si passerà a una cifra compresa fra le 115 e le 150 unità. La commessa dell'Hupac SA rappresentava circa il 12% della cifra d'affari complessiva delle OBe, pari a circa 18 milioni di franchi. La perdita finanziaria per le OBe si aggirerà tra un massimo di 9 milioni e un minimo di 6,5 milioni di franchi. In entrambi i casi si tratta di un colpo estremamente duro. Per giustificare la modifica contrattuale sostanziale, l'Hupac SA ha sviluppato una serie di argomenti, tutti piuttosto dubbiosi. Il principale risiederebbe nel fatto che "in quanto azienda privata non possiamo continuare ad attribuire la manutenzione a Bellinzona del materiale in circolazione sull'asse est-ovest che rappresenta la metà dei nostri trasporti"3. Innanzitutto, l'asse est-ovest è ben lontano dal rappresentare la metà dei trasporti della società chiassese. Nel 2007, il "traffico transalpino" (quasi integralmente attraverso la Svizzera) rappresentava il 70% del traffico totale registrato dall'Hupac SA, mentre il traffico "non transalpino" raggiungeva il 30% dello stesso totale, con una quota del 35% rappresentata però dai traffici di import ed export da e verso la Svizzera4. La ragione fondamentale del taglio contrattuale con le OBe risiede nella volontà dell'Hupac SA di "razionalizzare i costi evitando spese per circa 5 milioni di franchi annui"6. Si tratta, in un'ultima analisi, di trovare un fornitore in grado di offrire prezzi più bassi rispetto a quelli praticati dalle OBe, ossia in grado di applicare un tasso di sfruttamento maggiore della forza-lavoro. La scelta dell'Hupac SA è stata quindi quella di passare la quota tolta alle OBe alla potente AAE (Ahaus Alstätter Eisenbahn AG)7, la quale ha già annunciato di voler subappaltare il nuovo contratto ottenuto. È possibile, ma non scontato, che l'AAE finirà per girare il contratto alle OBe. A quali condizioni non è dato saperlo ma si può ragionevolmente supporre che saranno inferiori a quelle precedentemente contenute nel contratto fra l'Hupac SA e le OBe. Il gigante tedesco vorrà infatti trarre profitto dall'operazione, giocando sulla differenza fra nuovo e vecchio contratto. Anche qualora l'AAE dovesse sottoscrivere un contratto con le OBe, la situazione non può non preoccupare gli operai bellinzonesi. Innanzitutto, il contratto di subappalto rappresenterà una perdita finanziaria non secondaria rispetto alla situazione precedente. In secondo luogo, pensiamo di non sbagliarci affermando che questo avrà una durata temporale piuttosto corta, ossia fino a quando il centro della Catteno & Meyer non sarà operativo… Infine, sarà determinante il mutamento provocato dalla fine dei rapporti diretti fra la FFS Cargo SA e le OBe, ossia la trasformazione della prima da proprietaria in cliente.
Presente e futuro di Cargo
L'accordo per il passaggio delle OBe alla divisione Passeggeri prevede, fra le altre cose, che la prima fornisca nei prossimi quattro al sito industriale bellinzonese un volume di attività pari al 70% del totale. Questo vincolo - sul cui rispetto bisognerà vigilare incessantemente - non esclude affatto che FFS Cargo dia lavoro con una mano agli operai di Bellinzona e con l'altra prepari le condizioni del nuovo rapporto che diventerà effettivo alla scadenza dell'accordo nel 2013. Un nuovo rapporto nel quale FFS Cargo non avrà più nessun obbligo, potendo operare come un qualsiasi cliente, libero cioè di scegliere la società alla quale affidare la manutenzione della propria flotta di carri e di locomotive. Se questo è lo scenario possibile a partire dal 2013, alcune recenti scelte sembrano indicare che FFS Cargo non voglia perdere tempo in questo senso. Facciamo riferimento in particolare alla scelta di Hupac SA di ridimensionare il contratto con le OBe. L'operazione ha avuto luogo con l'assenso tacito delle FFS. È infatti difficilmente pensabile che il consiglio d'amministrazione di Hupac SA abbia preso questa decisione contro l'avviso delle FFS che sono l'azionista di riferimento, dotato quindi di un peso decisionale importante8. Lo stesso dicasi per il conseguente passaggio di una parte della manutenzione nelle mani dell'AAE e la possibilità di appaltarla a terzi. Inoltre AAE e FFS Cargo hanno rapporti d'affari: la prima affitta circa 600 carri alla seconda e la loro manutenzione ha invece luogo alle OBe. Come evolverà questo rapporto dopo il 2013? Ricordiamo che l'AAE è specializzata nella manutenzione di carri, attività eseguita a livello europeo. Niente impedisce di pensare che, scaduto l'accordo con le OBe, FFS Cargo non decida di appaltare la manutenzione di tutta la sua flotta alla società tedesca con sede a Baar (ZG). La quale a sua volta potrebbe subappaltare integralmente o in parte questa attività a un centro di manutenzione poco fuori la frontiera sud, quello magari che stanno realizzando la Cattaneo & Meyer per esempio… Un'opzione che potrebbe essere seguita anche da Hupac SA, la quale vanta rapporti privilegiati con la società di Giubiasco9.
Il quadro che abbiamo evocato potrà trovare solo parzialmente conferma nei prossimi anni. Alcune relazioni che abbiamo evocato, come anche alcune ipotesi ventilate, potranno rivelarsi sbagliate. Ma non è questo che conta. Il fatto assodato è che la concorrenza non tergiversa e prepara la sua controffensiva. È dunque necessario preparare una risposta. L'attuazione in tempi "rapidi" dell'iniziativa per un polo tecnologico-industriale pubblico rappresenta indubbiamente la strada da percorrere per difendere e per rafforzare le OBe. Si tratta ora di far confluire in questo progetto quelle che sono state finora le armi vincenti del movimento: l'intelligenza pratica e analitica dei lavoratori, la loro capacità di assumere il ruolo di motore determinante della mobilitazione sociale e il sostegno popolare a difesa dei posti di lavoro e del servizio pubblico. Un "capitale", questo sì, sul quale agire.
1 La Regione, 12 giugno 2008. 2 Con il 60% del mercato, l'Hupac SA è il principale trasportatore nel traffico combinato tra il Nord e il Sud del San Gottardo. Più generale, la società con sede a Chiasso è pure il numero due in Europa per quanto concerne il traffico combinato. 3 CdT, 13 novembre 2008. 4 Cfr. Hupac SA, Relazione sulla gestione 2007, Lugano, 11 aprile 2008, p. 17. 5 Ibid, p. 13. 6 CdT, 13 novembre 2008. 7 AAE è la più grande società privata europea attiva nel campo trasporto di merci su rotaia, in particolare attraverso il noleggio della sua flotta composta di 23'000 carri merci, in quello dei servi di manutenzioni. 8 Le FFS controllano il 23,85% del capitale azionario di Hupac SA, pari a 4,77 milioni di franchi su un totale di 20 milioni. Una partecipazione strategica se si tiene conto che il restante capitale azionario della società chiassese è suddiviso fra 99 azionisti. 9 Le Ferriere Cattaneo SA ha costruito negli ultimi anni almeno 200 carri per Hupac SA. Inoltre, le due società stanno collaborando alla progettazione e alla futura realizzazione di un nuovo modello di carro dotato di una grande capacità di carico. Niente di più facile, quindi, che la collaborazione possa prolungarsi anche nel campo della manutenzione.
Solidarietà - Anno 9 - N° 22 - 4 dicembre 2008
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