Benvenuti sul portale di solidarietà
 
 
Cerca  
Menu
Home
Articoli
Archivio
Contatto
Abbonamenti
Links
Redazione

Ultimi articoli inseriti
Avanti il prossimo!
 
Giù le mani dalle pensioni!
 
I lavoratori cinesi sulla cresta dell'(H)onda
 
Assassini!
 
Luci e ombre della conferenza sul cambiamento climatico
 

Cerca

 
La stangata!


Una stangata! Anche se ampiamente annunciato il risultato di domenica, un chiaro "no" alla diminuzione delle rendite per il secondo pilastro, è di quelli che fanno bene .
Prima di tutto perché dimostra come sia possibile opporsi a decisioni antisociali anche quando i rapporti di forza istituzionali non sono favorevoli. Così è stato per questa modifica, così sarebbe stato per la modifica votata cinque anni fa (analoga a quella in votazione). Allora social-liberali e direzioni sindacali avevano aderito alle “ragioni” di partiti borghesi e padronato.
L'ampiezza del risultato dimostra poi come sia possibile, attraverso campagne condotte con determinazione, modificare rapporti di forza elettorali che sembrano consolidati a sfavore dei salariati. Verosimilmente esisteva già una maggioranza, complice la profonda crisi sociale ed economica, pronta ad opporsi a questo ulteriore sacrificio; ma sicuramente è stata la massiccia campagna ad ampliare il risultato a favore del "no". Questa vittoria, lo ripetiamo, è un fatto positivo; può dare coraggio, voglia di battersi a coloro che, sui luoghi di lavoro e nella società, vorrebbero organizzare una resistenza contro quello che quotidianamente debbono subire: licenziamenti, lavoro ridotto e diminuzioni salariali, peggioramento delle condizioni di lavoro all'insegna di una maggiore precarietà e flessibilità.
Ed il modo migliore di onorare questo risultato non è certo quello di "ingolfarsi" ulteriormente in una logica istituzionale per cui la crisi sociale verrebbe combattuta a suon di referendum, totalizzando una specie di "Grande Slem" (Levrat dixit) il cui traguardo sono le elezioni nazionali. Se questa è la strada che si vuole intraprendere (e ci pare che anche per le direzioni sindacali le cose stiano così) abbiamo l'impressione che le delusioni saranno molte, sia durante il percorso, che alla fine. Per carità, i referendum vanno e possono essere fatti, sapendo però che rappresentano un aspetto tutto sommato parziale delle resistenza necessaria a frenare le offensive padronali. Sono un aspetto di un percorso di resistenza, ma un aspetto parziale e, tutto sommato, su un terreno sfavorevole ai salariati.
Così, per rimanere sul tema in votazione, sappiamo quanto sia fasullo dire che si è "sventata" la diminuzione delle rendite; non solo perché la diminuzione è in atto proprio attraverso lo stesso meccanismo ieri rifiutato (cioè il passaggio dal 7,2% al 6,8% deciso nel 2003). Ma, soprattutto, perché la LPP offre alle classi dominanti numerosi strumenti per continuare nella loro offensiva contro le rendite: basterà diminuire (o non aumentare) di un piccolo percento il tasso di interesse sugli averi del secondo pilastro (decisione che spetta al Consiglio Federale e contro la quale non si può nemmeno promuovere un referendum) per ottenere lo stesso risultato oggi "sventato".
Appare quindi urgente, al di là della promozione del processo di resistenza di cui abbiamo parlato, anche la ridefinizione di un'alternativa ad un modello (quello dei tre pilastri) che, anche sulla spinta di questa votazione, la borghesia non tarderà rimettere in discussione. Non certo aderendo alle moderate proposte oggi sul tappeto (più trasparenza, meno spese amministrative, ecc.), ma pensando ad una fusione tra secondo e terzo pilastro all'insegna di una rimessa in discussione dell'obbligatorietà. Esattamente il contrario di quello che invece dovrebbe essere il cuore di un'alternativa: una "fusione" tra primo e secondo pilastro nel quadro di un sistema pensionistico costruito sul primato delle rendite,cioè di quello al quale ognuno deve avere diritto per vivere degnamente la propria vecchiaia.

Solidarietà - Anno 11 - N° 5 - 11 marzo 2010
 

 
Informazioni correlate

Sicurezza sociale: l'articolo più letto
Svuotano le casse… attaccano i diritti

Sicurezza sociale: l'ultimo articolo

Pagina stampabile  Segnala questo articolo a...